Micaela Ramazzotti: cambio capelli ma la faccia resta la stessa

Attrice, sceneggiatrice, regista... una donna camaleontica dall'animo FELICE

“Cambiare look forse è il mio modo di scaricare lo stress… Cambio capelli, ma la faccia resta la stessa.” Ecco cosa mi ha colpito dell’intervista rilasciata a Grazia da questa donna di mille look ma che rimane sempre se stessa!
Micaela Ramazzotti

Chi è Micaela in breve

Classe 1977, romana, una donna piena di grinta che traspare dal suo sguardo!
E la sua determinazione la si rivede nei suoi risultati: basta digitare il suo nome nel web che compare una
lista infinita della sua filmografia (al cinema e in televisione) e dei suoi riconoscimenti.
Esordisce da ragazzina nei fotoromanzi comparendo nella rivista per adolescenti “Cioè”, a 21 anni inizia la carriera da attrice e nel 2023 si lancia nell’avventura da regista nel suo film “Felicità”

Ma perchè ha attirato la mia attenzione??

Cambio capelli, ma la faccia resta la stessa

Ecco la frase che mi ha colpito dall’intervista sul magazine Grazia.
 
Lei lavora nel settore considerato per eccellenza il mondo della “perfezione”, soprattutto per la figura femminile, che “deve” apparire sempre giovane, in forma e perfetta altrimenti haters e critica le si scagliano contro all’instante.
Eppure questa splendida quarantaseienne dichiara di non combattere i segni del tempo ma anzi di accettarsi e lo “urla” forte e chiaro a tutte le donne!
“Con i capelli non trovo pace. Non a caso Desiré è una parrucchiera del cinema. Da piccola tagliavo i capelli a tutte le Barbie, le rasavo a zero, smisero di comprarmele per questo. Al liceo artistico mi tingevo i capelli con le bombolette, poi come attrice ci ho sempre giocato molto. Cambiare look forse è il mio modo di scaricare lo stress…
Cambio capelli, ma la faccia resta la stessa. Dal momento in cui inizi a ritoccarti il viso dichiari al mondo e a te stessa che non ti piaci più e che stai invecchiando.
Per questo ho voluto Desiré con le occhiaie: dobbiamo accettarci, accettare le rughe, l’età, il percorso fatto per arrivare fin qui”
 
Micaela Ramazzotti
E quando le viene chiesto il perché, l’ho adorata poiché risponde:
 
«Perché altrimenti diventiamo come tutte e rischiamo di non somigliare più a noi stesse».

La passione del cinema

Il suo esordio al cinema è all’età di 21 anni quando recita nel film “La prima volta”. Nello stesso anno interpreta una parte molto piccola nel film melanconico di Pupi Avati “Tutta la vita davanti”. Viene quindi notata e scelta per il cinepanettone “Vacanze di Natale 2000”. Da lì la sua carriera si riempie di nuove esperienze.

Fino ad arrivare a “partorire sul set”.
Nel film “Il nome del figlio” infatti viene usata la scena girata mentre Micaela partorisce realmente sua figlia Anna.

La scena della nascita che puoi vedere nel film “Il nome del figlio”, è il vero parto di Micaela, convinta dalla regista e amica Francesca Archibugi a far entrare la macchina da presa in sala parto. 
 
«Francesca è entrata in sala parto e ha girato da sola», ha raccontato Micaela, «Riprendeva e intanto piangeva per la commozione… Mi sono completamente dimenticata del film, ero sedata, ma quando Anna è nata ce l’ho anche fatta a dire la battuta “È femmina?”».
 
Una scelta forse non comune, ma mossa anche dal desiderio di conservare un ricordo speciale di quei momenti. «Quando mi capitava di rivedere il mio parto?»

 

Che dire, se non è questa passione per il proprio lavoro!

Il cinema per me ha un potere curativo è una grande festa mobile. Ho interpretato personaggi straordinari in film indimenticabili diretti dai più grandi registi a cui sono molto grata.

I look camaleontici di Micaela

Cos'è la Felicità?

L’amore può far male e trasformarsi in un sentimento tossico e soffocante.
Felicità è già stato premiato con il Leone del pubblico a Venezia.
Micaela ha scelto una storia di infelicità, per il suo primo film da regista, dove lei oltre che sceneggiatrice è anche attrice protagonista Desiré.
 
Scrive sul suo profilo Instagram, presentando il suo primo film da regista:
«Un giorno è successo che mi sono messa a pensare a Desirè alla sua famiglia matta, i Mazzoni, alla relazione malata col suo uomo, Bruno, e all’amore per quel fratello squinternato e storto come lei. Li ho immaginati a lungo da scriverne una storia
con due amiche @isabella__cecchi e #alessandraguidi mi ha appassionato tanto, ma così tanto da dirigerla e sfacciattamente interpretarla.
Questa storia l’ho chiamata #Felicità».
Un saluto mia Beautiful 🦢 Swan
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